La “veste bianca” un requisito indispensabile

27
Lug

“Beati quelli che lavano i loro abiti nel sangue dell’Agnello: essi potranno cogliere i frutti dell’albero che da la vita, e potranno entrare nella città di Dio attraverso le sue porte”. Apocalisse 22: 13
Questo testo parla di una preparazione specifica per entrare nella città celeste, di una formazione particolare per vivere la vita sulla nuova terra. Esso menziona un requisito che contrasta con la vita di coloro che sono fuori. L’espressione “quelli che lavano i loro abiti nel sangue dell’Agnello”, indica il possesso della “veste bianca”. Nella Bibbia , la “veste bianca” rappresenta la giustizia perfetta di Cristo; essa è offerta in dono a colui che ha fede in Dio, quale pegno della gloriosa immortalità che gli verrà donata alla resurrezione dei morti. Scrive l’Apostolo Pietro: “Noi aspettiamo cieli nuovi e una nuova terra, dove tutto sarà secondo il volere di Dio”(2 Pietro 3: 13). Per noi credenti, ricevere la “veste bianca”, ossia il dono della giustizia di Cristo, significa che vogliamo davvero vivere sin da oggi in questo modo. E’ per questo che accettiamo il suo dono e che, per la potenza dello Spirito Santo, siamo decisi a vivere in armonia con questo dono. Essere rivestiti della giustizia di Cristo, liberati dal peccato e dalla sua conseguenza più triste, la morte, significa che siamo dalla parte di Cristo. In questa scelta di vita non siamo soli, siamo con lui. Contiamo su lui. Egli alimenta di speranza i nostri pensieri e ci sostiene nella prova affinché non perdiamo di vista il nostro ideale divino, l’obbiettivo della nostra vocazione.
Il dono della giustizia di Cristo costituisce la garanzia della soluzione al problema del peccato nella nostra vita. Per noi credenti che viviamo su questa terra, spesso alle prese con i problemi e gli affanni della vita quotidiana che talvolta confondono i confini delle cose eterne con le questioni transitorie e passeggere, la questione della giustizia di Cristo ha grande importanza. Questo è il tempo che ci viene dato per prepararci a vivere sulla nuova terra. E’ in questa vita che noi siamo resi idonei a vivere la vita del cielo. Dopo la morte, non sarà accordata nessuna ulteriore possibilità di mutare il nostro destino eterno. Per questo la vita che noi oggi viviamo, ha una importanza immensa. Questo non significa che il nostro accesso al Regno del cielo è fondato sulla nostra obbedienza a Dio; tale accesso lo abbiamo acquisito per mezzo della fede in Cristo, ma l’ubbidienza prova che siamo in possesso di questo diritto.
L’opera della salvezza, simile a una scuola, è intesa a insegnarci a vivere in armonia con Dio e a prepararci per la vita sulla nuova terra.