Cristo o Cesare?

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Giu

“Gesù fu portato davanti al governatore romano. Quello gli domandò: “Sei tu il re dei giudei ?”. E Gesù rispose: “Tu lo dici”.
Matteo27: 11.
Con il Cristo non è possibile essere neutri. Nel primo secolo bisognava scegliere tra Cristo o Cesare. Il fatto di offrire o di non offrire dell’incenso all’imperatore di Roma, era legato alle conseguenze più terribili. In più di un paese dell’oriente, il musulmano che decide di seguire Cristo, sa che egli deve farlo a prezzo del rinnegamento della sua famiglia: si procederà nei suoi riguardi a dei riti funebri, come se fosse morto. Sta a noi decidere se prendere il Regno di Dio sul serio o alla leggera. Cristo ha affrontato con impegno questa sovranità totale di Dio nei nostri cuori. Similmente, egli vuole che ogni suo discepolo lo faccia con decisione e consapevolezza.

L’attitudine neutrale che si prende nei confronti di qualche questione morale, come per una specie di concessione, può essere all’origine della più grande corruzione in una vita. Questa attitudine è causa di confusione nel cristianesimo. Dell’Apostolo Pietro è detto: “… lo seguì da lontano fino alla corte del sommo sacerdote, vi entrò e si sedette con i servitori, per vedere come questa cosa sarebbe finita” Matteo:26: 58. In questo momento cruciale, Pietro non si augurava di essere riconosciuto come seguace di Cristo. Essere discepolo in questo modo, significa debolezza, mancanza di solidità morale. Essere cristiani richiede impegno e consapevolezza. Non vi è posto nella vita cristiana per un accomodamento dettato dalle circostanze. Il cristianesimo non sarà mai una risposta diplomatica a Dio.

Scegliere Cristo, seguirlo, significa impegnare tutto il nostro spirito, approfondire la nostra vita, conquistare la bellezza del suo carattere a un tale punto che ogni mediocrità diventa insopportabile. Nel suo rinnegamento di Cristo, Pietro cominciò col dire che egli non sapeva ciò che la serva gli dicesse. Egli finì con l’affermare a proposito del Cristo: “lo non conosco quest’uomo” Matteo:26: 72. La codardia, l’esitazione al momento cruciale ci trascinano su quella strada. Il colpo maestro di Satana è di staccarci da Cristo e di condurci ad accettare una forma di compromesso. Il diavolo si impossessa degli indecisi. Fuggiamo la neutralità e l’indecisione, perché questa è l’attitudine fatale che rende possibile il trionfo del peccato e dell’io.

La pienezza dell’amore e della consacrazione a Cristo, equivale a ciò che vi è di più elevato nel carattere cristiano. Questo va molto lontano. Questa pienezza è garanzia della nostra fedeltà. L’indecisione può essere fatale. La lettura della Bibbia, la riflessione della Parola di Dio unità a un sincero desiderio di entrare in comunione con Dio, ha come ritorno quello che ci necessita per vivere un’esperienza di vita cristiana autentica e benedetta.