Ma quali opere Dio chiede?

07
Set

“La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per fede, preannunziò ad Abraamo questa buona notizia: «In te saranno benedette tutte le nazioni». In tal modo, coloro che hanno la fede sono benedetti con il credente Abraamo. Infatti tutti quelli che si basano sulle opere della legge sono sotto la maledizione; perché è scritto: «Maledetto chiunque non si attiene a tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica». E che nessuno mediante la legge sia giustificato davanti a Dio è evidente, perché il giusto vivrà per fede. ” Galati 3 : 7-10.
Questo testo è illuminante poiché afferma che il fondamento dell’evangelo è lo stesso, al tempo dell’Antico Testamento come ora. Abramo credette e fu benedetto; in risposta alla parola di Dio in Cristo mediante l’evangelo, noi siamo chiamati a credere, e con questo a ricevere la benedizione della giustizia che ci viene accordata.
L’affermazione dell’apostolo Paolo risplende affermando che i cristiani si trovano in una nuova relazione con Dio godendo di una giustizia che non è nostra, nel senso che non si fonda sulle proprie azioni, e questo cambia tutto, poiché giustizia imputata è il contrario di condanna!

La logica su cui poggia la fiducia nelle opere della legge va esaminata attentamente, in quanto la legge può solo condannare, per cui confidare in essa per essere salvati significa opporsi alla giustificazione per fede. Cogliere questa differenza è di capitale importanza. Lo scopo della legge è quello di mettere in evidenza il colpevole e giudicarlo, non già quello di assolverlo! Questo è il punto specifico da cogliere: i cristiani contrariamente a quanto affermano che la legge è stata abrogata, per cui non siamo in obbligo di osservare la legge per essere salvati commettono un grave errore di valutazione. La legge non si fonda su una risposta di fede, ma sulle azioni. Essa mostra il nostro peccato, ma non può risolvere le nostre colpe e la nostra posizione dinanzi a Dio. Solo Cristo e la fede nella sua redenzione ci consente di essere accettati da Dio. Questo avviene soltanto mediante il credere. Opere delle legge e fede nell’opera di Cristo si escludono a vicenda come base di giustificazione.

La legge mostrando il nostro stato di peccato ci rimanda a Cristo per essere perdonati e riconciliati con Dio. La fede è il canale mediante il quale lo Spirito Santo realizza in noi i frutti buoni della sua azione. Questo avviene perché Dio chiede di avere fede in lui, non perché egli si augura che facciamo delle opere buone. Lo scrive l’Apostolo Paolo ai Filippesi, affermando: “Dio opera in voi, e vi rende capaci non soltanto di volere, ma anche di agire”. Questo agire sono le opere prodotte dalla giustizia di Cristo che agisce nel cuore del credente e costituiscono l’espressione tangibile della sua azione.

Vi sono poi delle opere che l’uomo naturale compie, che Dio dice sono come “un vestito sudicio”. Sono quelle dettate dall’orgoglio umano e si oppongono alla chiara luce divina. Questo genere di opere prodotte indipendentemente dall’azione divina si oppongono alla vita della fede. Ecco perché la Bibbia ci insegna che questo non è qualcosa che Dio vuole per noi. E’ necessario dunque, non offrire nulla a Dio che proviene dal nostro io, e che fa in modo che l’Eterno non approvi.

La fede produce delle opere giuste il cui vero autore è Cristo, non noi. Per questa ragione solo la fede piace a Dio. Essa fa che Egli sia il centro che dirige la nostra vita, e guerreggia contro tutto ciò che si oppone allo spirito. Possiamo comprendere come vivere per la fede in Cristo Gesù è una questione di primaria importanza. Essa è anche un problema strettamente personale. Questa vita della fede dipende da una forza interiore che agisce in noi stessi e fa di essa un’esperienza individuale, unica, alla quale nessuno può ‘sostituirsi o agire per procura.
Una vita di fede autentica non sarà legittimata da una decisione delle autorità ecclesiastiche, ma da una personale convinzione che ci porta a sperimentare personalmente la realtà della potenza trasformatrice della grazia di Cristo. Possiamo essere credenti, ma senza la fede solo in Cristo siamo lontani dall’essere cristiani.